LA LIRICA.

1. La lirica come genere.

Nel medioevo troviamo espresse due concezioni di letteratura:

  1. pedagogico-didattica, con il compito di insegnare o spiegare qualche verità;
  2. pratica, per scopi i più vari, come divertire, intrattenere, esprimere i propri sentimenti.La lirica nasce come espressione di questo secondo modo, in opposizione alla poesia d'argomento moralistico-didattico. Essa infatti non si propone di impartire alcun insegnamento.Pur non avendo una sistemazione formale precisa, la lirica medievale presenta diversi elementi, strutturati e definiti in modo preciso, come:
  1. Nell'uso del linguaggio è più facile distinguere:
  2. un linguaggio alto, adatto per le tematiche e i personaggi "cortesi", per la sublimazione dei sentimenti. Tale linguaggio è caratterizzato dalla sceltezza del lessico, dalla compostezza formale, dall'elaborazione retorica;
  3. un linguaggio basso, riservato alla realtà materiale, agli aspetti sensibili dell'esperienza, ai personaggi socialmente "bassi" E' caratterizzato dal lessico quotidiano, municipale, a volte triviale, sempre immediato.

In relazione a quanto detto possiamo distinguere così due tipi di lirica:

  1. la lirica seria, che adotta il linguaggio alto;
  2. la lirica giocosa, che adotta il linguaggio medio-basso.

La lirica provenzale.

Abbiamo visto come nei secoli XI e XII le corti feudali elaborino una propria cultura, alternativa e laica, rispetto a quella ecclesiastica e formale. Nascono così:

  1. un nuovo mito umano: il cavaliere, che però non combatte più per la fede o per il re, ma per dare saggio del suo valore e per acquistare meriti agli occhi della donna amata. Il prestigio che lo caratterizza è frutto delle armi, ma anche degli altri comportamenti che lo distinguono
  2. nuovi valori: il coraggio, il valore, la liberalità, la cortesia, ecc. Vedono così la luce nuovi e diversi modelli di vita, del sentire e dell'agire:

L'esempio più completo di questo sentire è l'opera De Amore di Andrea Capellano, da cui si ricavano gli elementi fondamentali di tale esperienza:

La lirica provenzale cioè elabora una forma dell'idea erotica, capace di accogliere in se anche contenuti etici, senza per questo rinunciare al nesso con l'amore naturale per la donna. Abbiamo così diverse possibilità e tematiche:

- una serie di codificazioni:

Della poesia provenzale va anche ricordata l'elaborazione dei due modelli di poetare (trobar ):

  1. trobar cluz, poetare chiuso, per non far capire i soggetti e la natura dell'amore;
  2. trobar leu, poetare chiaro, comprensibile da ogni lettore.

La scuola siciliana e la letteratura toscana di transizione.

Con la cosiddetta "scuola siciliana" siamo di fronte al primo esempio di lirica alta, d'argomento laico, che viene composta in volgare italiano. E' detta scuola siciliana perché:

Anche questa concezione della poesia fa parte della politica culturale che Federico II vuole realizzare per il suo regno, politica basata su una ricerca di valori e di forme, autonoma dal controllo ecclesiastico e dalla supremazia del modello religioso. Gli autori perciò:

  1. ricavano i temi e i modelli poetici dalla poesia provenzale;
  2. li trasferiscono nella loro realtà di cortigiani;
  3. operano tale scelta più per motivi di raffinatezza stilistica e concettuale che per corrispondenza dei contesti.

Pertanto, più dei temi trattati, meritano attenzione per le conseguenze sulla letteratura italiana che sta nascendo, le tre strutture formali utilizzate:

Dopo la battaglia di Benevento, con la sconfitta degli Svevi, il centro della poesia in volgare diventa la Toscana. Questa nuova poesia però:

  1. non appare omogenea per valori e temi;
  2. fiorisce in città diverse.

Va subito detto che la poesia toscana, pur ereditando gli schemi e i valori della scuola siciliana, si caratterizza rispetto a questa per alcune originalità sue proprie:

Lo Stilnovo.

Il gruppo di rimatori toscani, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Cino da Pistoia ed altri, sulla via tracciata dal bolognese Guido Guinizelli, compongono il cosiddetto Stilnovo, la scuola letteraria toscana che fiorì tra il 1280 e il 1310. Tutti loro formano una scuola perché:

La formula "stil novo" individua:

1)un canone 1

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