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LABIRINTO:

leggendaria opera architettonica, di pianta ingegnosa e complicata, da rendere impossibile o almeno difficile l'andamento. Famoso quello di Creta che custodiva il Minotauro. Nell'arte greco-romana fu rappresentato come una specie di meandro spiraliforme o ad angolo retti. Si trova spesso usato come motivo decorativo centrale in pavimenti musivi romani. Durante il Medioevo si usò disporre nel pavimento di alcune chiese un intricato disegno che trasse dalla mitologia pagana il nome di labirinto e costitu\'ec talora l'oggetto di una speciale pratica religiosa. Alcuni antichi scrittori parlano dell'usanza dei fedeli di percorrere in ginocchio i tortuosi tracciati di questi labirinti, in Francia identificati col nome di "chemins de Jerusalem", a commemorazione della via del calvario. Nell'arte profana offrì un elemento ornamentale nella decorazione di pavimenti e soffitti.

LACOONTE: personaggio mitico, sacerdote troiano ricordato nell'Eneide. Famosa la statua conservata al Vaticano.

LARI: Divinità domestiche venerate dai Romani. Le rappresentazioni dei Lari si possono raggruppare intorno a due tipi ben distinti: il tipo in movimento e il tipo in riposo. Il primo gruppo presenta i Lari sotto figure di due giovani graziosi ed eleganti danzatori, vestiti di una bella tunica o di un corto mantello, spesso con una bulla al collo, coi piedi rivestiti di calzari o da sandali; la doviziosa capigliatura, ondeggiante al ritmo della danza, è spesso ornata da corone. Attributi sono il rython in una mano e la patera nell'altra. Simili anche le rappresentazioni del secondo gruppo. In esse il rython è di solito sostituito dalla cornucopia e la patera, nell'altra mano, da attributi diversi(frutti, spighe). I Lari di questo secondo tipo contrastano, per le loro figure formose e gioviali, con la gracilità dei Lari del primo tipo.

LASA: divinità muliebre etrusca, quale ancella adornatrice della dea etrusca dell'amore Turan , ma anche come dea del parto o del destino. La sua raffigurazione è di una donna d'aspetto giovanile, fornita di ali, spesso nuda salvo i calzari, adorna di diademi, collane, armille e tiene in mano un oggetto, per lo più d'ornamento femminile o un recipiente di profumi. Se è in funzione di parca tiene spesso un rotolo avvoltolato o dispiegato, o un dittico aperto, scritto, contenente evidentemente le azioni e la sorte del defunto. In epoca tarda (III sec.a.C.) assume anche aspetto senile e demoniaco di furia.

LATONA: dea classica, madre di Apollo e di Artemide. Latona viene rappresentata nei vasi dipinti sempre in compagnia dei figli, spesso velata e incoronata, senza attributi, in una di quelle scene che riguardano la sua vicenda e quella dei figli (nascita dei gemelli, inseguimento del serpente Pitone, strage dei Niobidi, ecc.).

LEDA: personaggio mitologico, madre di Elena e dei Dioscuri, nati dall'incontro con Giove sotto forma di un cigno. Soggetto questo molto rappresentato nell'0arte classica e durante il rinascimento.es. Iacopo Tintoretto, Leda col cigno, (1575), Firenze, Uffizi): Questa è una nobile ed abile composizione, con il gioco delle due figure contrapposte e il corpo nudo di Leda semisdraiato lungo una diagonale del dipinto, che è un'architettura grandiosa del corpo femminile, anche se si nota una certa pesantezza nella definizione formale e uniformità nella materia cromatica.

es. LEONARDO DA VINCI: Leda con il cigno.

CORREGGIO,Leda

LIBERTA': allegoria della virtù politica. es. DELACROIX, La libertà che guida il popolo (1830), che per motivi politici e di pubblica moralità venne a lungo osteggiata:

Il soggetto, ma soprattutto la raffigurazione, a lungo fu considerata come un incitamento alla rivolta e offensivo per la morale pubblica, a causa del turgore carnale dei seni e della presenza dei peli sotto le ascelle. Il quadro fu ritirato dalla vista del pubblico ed esposto solamente nel 1855, mentre solo dal 1874 fu accettato al Louvre.

LIBERTY: stile artistico, nato alla fine del sec.XIX, prese il nome dei signori Liberty & C. che in Inghilterra furono i primi ad applicarlo alle decorazioni delle stoffe, dei mobili, degli oggetti di arredamento in genere. Le caratteristiche dello stile consistono in motivi ispirati al vero, specialmente al mondo vegetale e floreale. Il nome è anche art nouveau o stile floreale. E' l'espressione massima del realismo applicato alla decorazione.

LOTH: personaggio biblico.es. Marco Liberi(1644-1725), Loth e le figlie, Musei ungheresi. La composizione appare statica e chiusa, la giovane donna nuda, dipinta di spalle, è identica all'Asteria di del dipinto Zeus e Asteria. Le due donne, fanno ubriacare il padre per unirsi a lui e poter essere fecondate. La rappresentazione deve dare l'urgenza drammatica del tabù, ma anche avere un qualcosa di pruriginoso, come il nudo, il vino e la scena di seduzione testimoniano.

LUCREZIA: donna romana, moglie di Collatino oltraggiata dal figlio di Tarquinio il Superbo e perciò suicida. Simbolo della virtù e della pudicizia femminile violate. es. Albrecht Dures. Lucretia (1518), Monaco, Alte Pinakotheke: Da notare che il perizoma è dovuto ad una ridipintura del Seicento. L'idea di questo quadro risale a due disegni del 1508 - anteriori dunque di un decennio all'esecuzione del dipinto - uno della figura intera, l'altro di un braccio. La critica è in genere rimasta piuttosto fredda di fronte a questa immagine - probabilmente ispirata a qualche nudo veneziano - che sembra troppo preoccupata di conservare, nella tragedia, il senso dell'equilibrio e delle giuste proporzioni del corpo umano, a spese dell'evidenza drammatica. Il Wolfflin ad esempio. dopo aver osservato, a proposito del disegno, che l'artista non nasconde che il suo più vero interesse è per il corpo in quanto organismo vivente, aggiunge che nella redazione del dipinto egli versò acqua sul fuoco. In realtà, tale apparente freddezza e l'indubbio intellettualismo della concezione sono al servizio della ricerca di una monumentalità intesa come espressione di una severità morale apprezzabile. Nasce così il nudo forse più casto della storia dell'arte: un nudo, la cui ferma e arginata plasticità esclude ogni senso carnale. es.Lucas Cranach il Vecchio, Lucrezia(1524),Monaco, Alte Pinakotheke:Ricoperta nel primo Seicento di un panneggio, scomparso in seguito a moderna pulitura, questa Lucrezia era stata appesa nella galleria privata dei re di Baviera a rincontro di quella di Durer. Il contrasto non potrebbe essere più significativo: qui attraverso certi ricorsi a stilemi di tradizione gotica, come l'incrociarsi delle gambe, attraverso la crepitante tensione lineare dei contorni e la studiata e civettuola ricercatezza della posa, nasce -di fronte alla ferma austerità e all'alta moralità della Lucrezia dureriana - un'irrequietezza spirituale, accompagnata da una carica di sensualità che finirà per scadere in una cifra di ambigua eleganza o in un'allusività pesante nella larga produzione della bottega e dei figli Luca il Giovane e Hans.

LUSSURIA: uno dei sette vizi capitali, spesso oggetto di allegorie: es. Lorenzo Lotto, La Lussuria scacciata dalla Castità, Galleria Pallavicini, Roma .Lotto ritrae nel dipinto una giovane donna nell'atto di scagliarsi contro Cupido che perde la fiaccola dopo avergli spezzato l'arco. Un frammento dell'arco è da lei brandito come corpo contundente, mentre un altro vola via. Con la mano libera poi la donna allontana Venere che, contrassegnata dalla stella, dalla colomba, da vari monili, conchiglie e da un cofanetto con arnesi da toletta, sembra proteggere il figlio dalla furia dell'assalitrice, ma volgendo lei stessa in fuga.Sul petto della donna si staglia un ermellino con un ciondolo al collo che, insieme all'immagine dell'arco spezzato richiama il triunphus pudicitiae dai Trionfi di Petrarca, allorquando la casta Laura si scontra con Cupido.Abbiamo cioè la raffigurazione di Laura che scaccia Venere, ma il significato è quello simbolico, come testimoniano gli elementi seguenti. La lussuria identificata con Venere, cui allude la stella omonima che brilla sul capo; la colomba, anche essa appartiene alla simbologia dell'erotismo; i simboli sessuali delle conchiglie, appese alla collana e al bracciale della lussuria; il cofano colmo di oggetti vanità: pettini, specchi, portaprofumi ecc. La scena si svolge in aria: o almeno, Cupido e Venere sono ritratti non a terra, ma a mezzo volo come la colomba.Se la casta protagonista fosse Laura, sarebbe anche lecito ipotizzare che il dipinto sia stato eseguito per una donna con questo nome. Come ad esempio quella Laura da Pola di cui Lorenzo Lotto fece il ritratto nel 1543.

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