LA TEORIA PSICOANALITICA DI JUNG.
La teoria analitica di Carl G.Jung fornisce contributi altrettanto interessanti ai fini della comprensione dello studio della personalità. La sua teoria risulta una combinazione della causalità con la teleologia: (il comportamentoè la conseguenza di cause remote e recenti e dei fini immediati o lontani che si vuol raggiungere). La teoria della personalità di Jung cioè ritiene che il comportamento dell'uomo non è determinato soltanto dalla sua storia individuale, ma anche dai suoi fini e dalle sue aspirazioni: sia il passato come realtà, sia il futuro come potenzialità, guidano il comportamento presente. La concezione iunghiana è retrospettiva, come la psicoanalisi freudiana, poiché si rifà al passato, ma contemporaneamente considera la direzione futura di sviluppo dell'individuo. Jung inoltre distingue due tipi di inconscio:
L'inconscio personale contiene:
L'inconscio collettivo:
L'istanza fondamentale però è rappresentata dal SE', che costituisce il punto centrale della personalità, ed alla cui unità, stabilità ed equilibrio mira costantemente l'individuo. "Scopo della vita è il raggiungimento della completezza del SE'", cui ogni uomo tende come meta fondamentale(ASPETTO TELEOLOGICO). L'uomo pertanto non agisce spinto dall'istinto e dagli archetipi, ma anche perché organizza la sua vita per raggiungere certi scopi.
Altro aspetto emergente nella psicologia di Jung è l'identificazione di due atteggiamenti fondamentali:
Tale bipartizione assume una notevole importanza ai fini della condotta, informando due diverse modalità di reazione all'ambiente:
a) una, prevalentemente introiettata, nel senso che i fattori disturbanti ambientali si tramutano in sofferenza intrapsichica(ansia);
b)l'altra, estroiettata, quando le reazioni all'ambiente si traducono in condotta disturbante, con sofferenza per la socieà(devianza)..