PIETRO GIANNONE.

Pietro Giannone è l'autore dell'Istoria civile del Regno di Napoli, che è uno dei capolavori del nuovo metodo storiografico. Tale opera, trovando nel metodo giuridico la nuova chiave interpretativa dell'indagine storica, prepara la nascita di una nuova cultura storica e civile nell'Italia settecentesca. Nel suo metodo è proprio l'approccio storico, non formalistico, al diritto a indicargli la storia giuridica quale chiave di volta della storia politica. Il motivo centrale della Istoria civile è appunto la ricerca delle secolari usurpazioni giurisdizionali della Chiesa,individuate nella frattura tra diritto civile e diritto canonico avvenuta nella bassa latinità, dopo la dominazione di Costantino. La rivendicazione del primato dell'autorità statale, la denuncia anticuriale del temporalismo pontificio fanno di quest'opera il monumento del giurisdizionalismo meridionale e sono la causa scatenante delle persecuzioni cui lo storico fu sottoposto. Di natura diversa è il Triregno, che disegna il quadro della religiosità umana e vede tutta la storia come il succedersi di tre regni ruotanti intorno al modello religioso seguito. E allora il primo è il regno terreno, caratterizzato dalla speranza dell'avvento di Cristo,che dura dalla creazione dell'uomo fino alla venuta del Cristo. Ad esso fa seguito il regno celeste, che va dalla morte del Cristo all'editto di Milano del 313 d.C., quando l'imperatore Costantino riconosce il Cristianesimo come culto prediletto dell'impero romano. Da allora in poi si è avuto il regno papale, in cui la spiritualità è sacrificata al dominio temporale e che perciò si rivela come la negazione del messaggio di libertà proprio del Cristianesimo.

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