UGO FOSCOLO(1778-1827)

La vicenda biografica di Foscolo si caratterizza per:

Elemento fondamentale appare: la sua nascita a Zante. Per cui quando celebra la classicità e i miti greci:

Il classicismo foscoliano perciò ha una profonda connotazione biografica che unisce l'orientamento artistico-culturale contemporaneo con la memoria dell'infanzia e di una serenità familiare perdute precocemente. La sua vita si svolge in 3 momenti

Una griglia interpretativa del pensiero foscoliano è la Teoria delle illusioni .

Foscolo:

3 Fai del processo delle illusioni:

1) illusioni come inganno (Iacopo Ortis): le cose vere, autentiche, che danno un significato vero alla vita (l'amore e la patria), vengono sacrificate agli interessi materiali e la vita non merita di essere vissuta;

2) illusioni come consolazione del male\ (Le Odi): esistono momenti che fanno dimenticare il dolore (la bellezza femminile, l'amore), essi sono limitati nel tempo ma sono veri e autentici;

3) illusioni come costruzione di una teoria morale(Dei Sepolcri): l'amore, la bellezza, sono destinati a cambiare e a finire, come del resto la nostra esistenza. Esistono però dei comportamenti e delle attività che ci rendono cari agli altri e famosi, in modo che anche dopo la nostra morte continuiamo a vivere nel ricordo e nel pensiero degli altri. Inoltre, l'arte e la poesia, che trattano degli eroi, rendono questi eterni ed eterni gli autori. Facendo grandi imprese e cantandole si diventa immortali o, ci si illude, di diventarlo.

Le Ultime lettere di Jacopo Ortis .La vicende descritta si lega alla contemporaneità politica e alla ricca esperienza amorosa del Foscolo: esempio di contaminazione e di contiguità di vita e letteratura.Essa:

Scarsa fusione si trova tra i due temi:

La critica psicoanalitica vede nella vicenda una situazione edipica, con il legame madre/patria e Padre di Teresa/Napoleone, che condizionano la vita di Jacopo figlio/suddito.

Conclusioni:

a)L'Ortis rispecchia la crisi dell'intellettuale tradizionale nel processo di mutamento della società italiana: La morte è ultima protesta o fuga di fronte al nuovo al quale non ci si sa adattare;

b)L'Ortis è caratterizzato da ambivalenze:

E' intenso e coinvolgente, ma non ha il distacco oggettivante che presenta il Werther di Goethe.

Sonetti e Odi.

In essi l'autobiografismo risulta superato: nel senso che i motivi di contingente occasionalità sono solo pretesto per poetare, al punto che ogni dato della realtà e dell'esperienza è sublimato e trasferito nel mitologico, nel quale assume valenza di perenne validità e ne diventa emblema e simbolo.E così il fascino e la bellezza di una donna anagraficamente determinata diventa epifania, manifestazione della Bellezza. La poesia perde il carattere di rituale mondano, diventa Poesia, la più alta delle funzioni umane, l'unica che può trasformare in perenne ciò che è caduco e può dare immortalità a ciò che è mortale.

Dei Sepolcri:

Il carme, composto nel 1806 trova la propria ispirazione nell'Editto di Saint Cloud del 1804, con i suoi risvolti giacobini, e nel gusto per la poesia sepolcrale, largamente diffusa in Europa. Nel carme sono riprese e mediate posizioni ideologiche maturate nel corso del '700: il pensiero borghese, sempre più indifferente ai problemi della trascendenza, aveva elaborato una razionalizzazione dell'idea della morte, riducendola ad evento naturale, inseribile e spiegabile in una visione meccanicistica dell'universo. Concezione però che non risolveva la "naturale" angoscia della morte, della fine, né si rivelava in grado di proporre una soluzione al problema della sopravvivenza personale. Anche per Foscolo meccanicamente la materia ritorna alla materia e una forza operosa affatica di moto in moto ogni cosa; ma il pessimismo della ragione è superato proprio puntando sull'attività e sulla qualità dell'uomo, il quale può vincere e conquistarsi una sopravvivenza nella misura in cui lascia eredità d'affetti, realizzazioni, esempi di alto sentire. E' una sopravvivenza elargita a tutti, ma da conquistare, e riservata solo ad animi di alto sentire, ai "forti". In questa prospettiva il sepolcro acquistava una sua precisa funzione e "utilità sociale": era la materiale testimonianza di una continuità tra il passato e il presente, tra i morti ed i viventi, non solo nella dimensione affettivo-familiare, ma anche in quella civile-nazionale. Infine, Foscolo dà una risposta laica al problema della sopravvivenza, considerandola direttamente proporzionale al tipo di vita realizzata: i meriti, i "valori" che consentono il raggiungimento di tale sopravvivenza appartengono alla sfera del sociale, attraverso comportamenti fruibili dagli altri, sia parenti e amici sia l'insieme degli uomini. Nel carme, tuttavia, troviamo delle zone d'ombra con indizi di senso contrario. Si ha così l'impressione che il ribaltamento delle posizioni iniziali sia più volontaristico che convinto (l'uso del termine illusioni); a metà carme, dopo l'elogio dell'eredità d'affetti che si realizza nei cimiteri inglesi, parla di "pietosa insania"; a conclusione del carme nella figura di Ettore viene sì celebrato, l'impegno per la patria, ma è un impegno che nulla può contro "l'alterna onnipotenza delle umani sorti"; allo stesso modo, tutta la vita viene definita come "sciagure umane". Però, di fronte al fatto che la morte è sconfitta dalla tomba e la tomba dal tempo, l'unico risarcimento al destino di distruzione e di oblio che incombe sugli uomini è dato dalla poesia che rende eterna la memoria dei forti, degli eroi. Per questo, attingendo alla classicità trova in Omero l'incarnazione della funzione eternatrice della poesia.

Le Grazie.

L'opera, concepita prima in un inno e poi in tre, intitolati a Venere, Vesta e Pallade, si muove nella linea foscoliana che assegna alla poesia un alto significato sapienzale, una forte tensione didascalico-morale. L'opera si configura come una mescolanza di generi o almeno di piani. Inoltre, era previsto che avesse un impianto narrativo, in quanto dovevano essere narrati la nascita delle Grazie in Grecia, i loro effetti sull'incivilimento umano, il loro trasferimento in Italia. Foscolo, tuttavia, non portò a termine l'opera, che rimane incompiuta e non sistemata.

In essa è possibile ravvisare una componente consolatoria: il vagheggiamento della mitica classicità, in questo mondo che splende di grazia e di bellezza femminile, e il "ristoro", la consolazione che la poesia può2 dare alle "nate a vaneggiar menti mortali", anche se non viene mai dimenticata la presenza del vissuto e dell'esperienza storica.


Test di verifica

Hosted by www.Geocities.ws

1