LA LETTERATURA DIDASCALICA.

Origini della poesia religiosa.

Le prime manifestazioni poetiche della letteratura italiana sono la poesia religiosa e quella amorosa. La prima è particolarmente rigogliosa per tutto il 200 e trova il suo epicentro nell'area umbra, nei movimenti di religiosità popolare come:

Tutti questi movimenti hanno una religiosità tra di loro diversa, che presenta però alcuni tratti comuni, come il ritorno al Vangelo, l'esempio di Cristo, la ribellione o l'ubbidienza alla Chiesa. Prima espressione della poesia religiosa in volgare è Il Cantico di Frate Sole\ di S.Francesco d'Assisi, scritto dal Santo con compiti pratici, quelli di offrire ai suoi frati un testo da cantare a lode del Signore e da insegnare ai devoti. Nel Cantico S.Francesco loda Dio, creatore onnipotente di tutto il creato. E tutti gli elementi del creato sono cantati nella loro bellezza e positività, senza accenni alle loro potenzialità negative. Potrebbe sembrare una visione troppo facilmente consolatoria della realtà naturale, ma così non è, in quanto essa è sostenuta dalla concezione del divino elaborata dalla tradizione mistica medievale. Infatti le cose create sono lodate perché sono testimonianza dell'onnipotenza di Dio, e solo attraverso le cose visibili è possibile comprendere e adorare l'invisibile, Dio. Infatti per i mistici medievali non è possibile al nostro animo ascendere alle verità invisibili se non considerando le cose visibili, perché sono appunto queste che sono capaci di rivelarci la bellezza invisibile.

La lauda.

Tra i fermenti religiosi di cui pullula la storia merita attenzione il movimento dell'Alleluja (1233). Si trattò di una vera e propria esplosione di religiosità popolare che dopo l'Umbria si diffuse in tutta l'Italia centro-settentrionale. Folle di credenti percorrevano le città e le campagne intonando inni a Dio ( laudi) e annunziando l'avvento di un'età di pace e di fraternità. Queste laudi, che erano serie di giaculatorie destinate a "lodare" Dio, subirono una notevole evoluzione nella seconda metà del 200 con l'ondata religiosa dei Diciplinati . I componimenti di costoro sono interessanti:

Tra i compositori di laudi un posto importante occupa Iacopone da Todi , avvocato umbro, convertitosi dopo una crisi di coscienza e diventato frate francescano tra gli Spirituali, impegnato nel rispetto rigoroso della regola di S.Francesco e nella lotta contro papa Bonifacio VIII, considerato un peccatore e un usurpatore. La religiosità di Iacopone ha le basi nell'aspetto mistico dell'esperienza religiosa, con la convinzione che solo il superamento dei limiti della propria individualità, la fusione e il perdersi in Dio in uno slancio d'amore possono essere la fonte della salvezza. In Iacopone troviamo il rifiuto, anzi la radicale negazione del mondo, della dimensione terrena. Di conseguenza, c'è una dimensione polemica e violenta non solo nelle laudi contro Bonifacio VIII ma anche in quelle di argomento morale-religioso.

Letteratura didattica sacra e profana.

.1 La Didattica sacra.

Per letteratura didascalica intendiamo le opere scritte con finalità di persuasione o divulgazione e tra di esse distinguiamo una letteratura didattica sacra, che mira a trasmettere insegnamenti religiosi, da un'altra che definiamo profana e che, pur non discostandosi dalla visione cristiana della vita, mira a trasmettere insegnamenti mondani o non specificamente religiosi. La dimensione didattica è tipica della letteratura medievale, perché è la concezione cristiana a favorire questa tendenza. Infatti essa:

Per questo sarà la Chiesa, attraverso i suoi ministri e le sue istituzioni a svolgere tale compito informativo, persuasivo, educativo e apparirà naturale la produzione di tanta letteratura moralmente e religiosamente impegnata e strutturata in forme didascaliche.

La produzione didascalica sacra si articola in diversi generi particolari, quali:

Tra tutti questi i più interessanti si rivelano il trattato e le vite di santi, entrambi frutto della religiosità dei frati domenicani, particolarmente concreta nelle argomentazioni e legata alla società contemporanea.Ricordiamo:

*DOMENICO CAVALCA è autore di un'agiografica Vita dei Santi Padri e di due trattati, il Pungilingua e Lo specchio dei peccati. Cavalca dispone di una solida preparazione teologica, ha la capacità di metterla al servizio di un'attività divulgativa che sa trovare modi di persuasione capaci, accattivanti e concreti, lontani da qualsiasi tensione mistica. Tecnica fondamentale è il ricorso alla concreta esemplificazione, all' esempio. Nelle Vite dei Santi Padri attingendo a leggende e testi precedenti, varia e colorisce gli episodi, inserisce scorci di paesaggio, dà vivacità alla narrazione ricorrendo a rapidi dialoghi.

*JACOPO PASSAVANTI fu autore di una sola opera, il trattato Specchio di vera penitenza, del tutto contrario ai modi di Cavalca: al posto della serena e colloquiale dimensione di questi, predominano una tensione drammatica, un'immaginazione terrificante e allucinata, un'acuta coscienza del perenne incombere del peccato e della caduta sulla vita dell'uomo. Anche lui ricorre agli "esempi", ma fra questi restano soprattutto nella memoria del lettore quelli che si riferiscono a incubi e a terrificanti "visioni", dominati dall'elemento prodigioso e soprannaturale.

La produzione francescana mostra minore vivacità e ricchezza rispetto a quella domenicana, perché l'agiografia è centrata solo sulla figura di san Francesco.Il testo fondamentale è rappresentato dai Fioretti di San Francesco, composto alla fine del 300. Esso deriva da un testo latino scritto quasi certamente tra la fine del 200 e l'inizio del 300 e l'anonimo volgarizzatore è senz'altro un frate minore. 53 capitoli della vita del santo sono narrati in prosa che trae il suo maggior fascino dalla semplicità e che immerge vicende, personaggi, parole in una dimensione rarefatta e favolosa. Priva di ogni intellettualismo, la fede che pervade i Fioretti è un rapporto spontaneo, naturale, di simpatia e di comunione con e tra le cose. Per giungere a Dio e alla contemplazione delle sue verità, l'autore utilizza solo la sua semplicità e il suo candore.

2 Didattica profana

A partire dal sec. XIII assistiamo a un incremento della produzione di tipo didattico anche in ambiente laico e su argomenti profani. Questo fatto è riconducibile:

Si tratta di una letteratura che si propone ambiti e finalità diversi

Anche tale letteratura didattica profana si articola in numerosi generi particolari, quali:

Accanto a questi generi specifici andranno ricordati quei testi chiamati didattico-allegorici, in quanto associano ai fini di insegnamento e persuasione una struttura narrativa di tipo allegorico, fondata sulla personificazione di concetti astratti. E' questa una moda che incontrerà grande fortuna in seguito alla diffusione dell'opera francese Le Roman de la Rose. Bisogna ricordare anche tutta la produzione di tipo divulgativo che ha per oggetto:

Nell'ambito di questa produzione meritano più attenzione i seguenti autori

*BRUNETTO LATINI, autore di una importante compilazione enciclopedica, il Tresor, scritto in lingua d'OIL negli anni dell'esilio. Comprende un riassunto della storia universale, una divulgazione delle principali nozioni di scienza del tempo, una trattazione sui vizi e le virtù e nozioni di retorica e politica. Scrisse anche una Rettorica e il Tesoretto, un poemetto allegorico.

FRANCESCO DA BARBERINO è autore di due poemetti, i Documenti d'amore, che trasmettono insegnamenti morali, filosofici di cortesia cavalleresca e il Reggimento e costumi di donna, precetti di comportamento destinati alle donne nelle varie occasioni della vita e a seconda delle varie attività.

Alcuni autori lombardi meritano inoltre una citazione, come

 

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