Diario degli Avvenimenti
9 gennaio 1895
Nella notte a Ravenna giunse l'ordine di formare la compagnia con i sorteggiatri ed i volontari del 77° e 78° Reggimenti di fanteria e di partire per Bologna. Gli ufficiali già destinati, ma in licenza o assenti per altro motivo furono sostituiti da altri, comandati lì per lì. Partenza alle 5 del mattino e arrivo a Bologna alle 0900, insieme alla truppa, tutti provvisti del proprio corredo, ma in modo diverso, a seconda del reggimento di provenienza. Partenza in Treno per Napoli lungo l'Adriatica e da Foggia fino a Napoli. Le armi in dotazione agli uomini, furono rititrate, si pensava perché sostituite con i nuovi fucili 91, invece non fu così. Vennero consegnati altri fucili Mode. Vetterli-vitali 70/87.
11 gennaio 1895.
Dopo 33 ore di viaggio in treno, arrivo a Napoli. Formazione ufficiale del Battaglione ed incontro con il comandante di Battaglione, Maggiore Branchi. Conoscenza con gli ufficiali del battaglione e stabiliti gli ordini per l'indomani.
12 gennaio 1896
Il piroscafo Ortigia salpò da Napoli il 12 gennaio con a bordo il 3° Battaglione Fanteria Africa. questo nuovo battaglione che ebbe vita breve e sfortunata, venedo distrutto nella Battaglia di Adua era costituito con elementi tratti da diversi regigmenti; la 1^ compagnia con soldati del 15° e 16° Rgt.; la 2^ Compagnia dal 27° e 28° Rgt.; la 3^ Compagnia dal 41° e 42° Rgt. la 4^Compagnia dal 77° e 78° Rgt. Fanteria. Si trattava di volontari e di comandati, provenienti da reparti diversi e di diverse capacità ed esperienza.
Il viaggio non ebbe grandi traversie: una piccola avaria al bastingaggio di poppa a causa di colpo ricevuto da un piroscafo inglese nell'ormeggio di Porto Said ed una paletta dell'elica spezzata per il lavorio. con un po' di ritardo sulla tabella di marcia, il piroscafo attraccò a Massaua
........
Arrivo a Massaua ed inizio dell'approntamento del corpo. Queste operazione durarono fino al giorno 29 gennaio. Fu versata nei magazzini tutta la roba inutile del corredo, prelevata la mancante, completate le slamerie e le dotazioni prescritte in caso di mobilitazione. ( Va detto che i magazzini già erano stati "saccheggiati" dai precedenti battaglioni, pertanto, non tutte le dotazione potereno essere completate. Insomma, i soldati ebbero una sola tenuta e due paia di scarpe. fu anche distribuito l'elmetto, diverso tra i vari reaprti e non a tutti fu dato. si trattava comunque della zavorra delle truppe inglesi che era stata acquistata dai fornitori per conto dell'amministrazione militare italiana.
Il soldato dunque, oltre il solito arredamento in caso di guerra, portava con sè: tenda completa, mantellina, coperta, borsa dipulizia, ascigamani, berretto, 1 farsetto, 1 fascia di lana, 1 paio di scarpe di ricambio. il probelma era di come adattare tutto questo bagaglio alla persona. non fu dato lo zaino. il soldato dovette caricarsi al meglio tutta questa roba sulle spalle, arrotolandolo, impacchettandolo, e prerdendolo di conseguenza durante le lunghe marce di avvicinamento ad Adigrat da Massuaua, visto che le salmerie erano del tutto insufficienti: 5 muli per compagnia.
La marcia:
Da Massaua due erano le vie usate per raggiungere Adigrat, sede del concentramento delle truppe italiane. La prima, Massaua-Adigrat, di 259 km, compresa di 10 tappe, toccava le località di Saati-Ghinda- Asmara (oppure Dogali-Saberguma-Ghinda-Asmara)- Decamerè- Saganeiti-Halai-Addì Caieh-Barachit-Mai Maret-Adigrat.
La seconda, più breve e