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CRISTIANI ATTENTI E PREOCCUPATI

Ecc.mo Monsignore, siamo una coppia di cristiani praticanti. Senza mancare di rispetto alla Sua Persona, desideriamo comunicarLe la grande perplessità che abbiamo avuto nel leggere la ‘Nota sul Cammino neocatecumenale’ che a sua firma è stata pubblicata su Avvenire del 31 marzo scorso, con la quale proibisce a noi fedeli e ai sacerdoti di segnalare eventuali errori o storture che potessimo riscontrare nel suddetto Movimento. Siamo rimasti veramente sorpresi, addolorati, quasi smarriti. Ci siamo chiesti: "Chi difenderà più noi poveri cristiani di serie ‘B’, che siamo solo di Cristo, nella sua Chiesa?". Ci siamo sentiti traditi e abbiamo rifiutato di accettare e di condividere le Sue disposizioni, pur nel rispetto della Sua carica e della Sua persona. Eravamo certi che Lei condividesse le direttive del Santo Padre al Card. J. F. Stafford, quando il 5 aprile 2001 gli ha ricordato l’importanza di alcuni "adempimenti ineludibili dai quali dipende l’esistenza stessa del Cammino". Considerato che Kiko Argüello a tutt’oggi non ha adempiuto le richieste di cui sopra, non immaginavamo che Lei potesse prendere una posizione così decisa contro chi, fedele alla Chiesa, cerca di sostenerla con la difesa della Verità. Viviamo in un paese in cui i parrocchiani non sono liberi di vivere secondo gli insegnamenti del Catechismo della Chiesa Cattolica, ma sono ostaggi di una chiesa protestante che li governa. Pertanto, anziché tacere gli errori che vediamo (enormi e dannosi), abbiamo preferito continuare a parlare.

Qualche mese fa una fedele seguace di Kiko cercava di catechizzarci facendo sfoggio della sapienza kikiana. Siamo rimasti inorriditi nell’ascoltarla, mentre criticava i cristiani che hanno la loro religiosità e credono ai Dogmi della Chiesa. L’abbiamo corretta e le abbiamo spiegato il significato di Dogma, citandole quello dell’Immacolata Concezione. Lei ha condiviso in pieno la nostra spiegazione ma, sconfortata, ci ha rivelato che mai avrebbe potuto parlarne in Comunità, né tanto meno chiedere chiarimenti, perché l’avrebbero accusata di ‘eresia’.

Ecc.za, avremmo dovuto tacere anziché correggere? Così, forse, ha fatto il nostro parroco che ha demandato a persone che pretendono d’essere gli unici "possessori e dispensatori" dello Spirito Santo il suo diritto-dovere di parlare. Innumerevoli esperienze ci hanno indotti ad approfondire la nostra conoscenza personale del pensiero di Kiko Argüello e della sua collaboratrice Carmen Hernàdez. Noi, semplici fedeli, siamo rimasti esterrefatti quando abbiamo conosciuto il contenuto degli ‘Orientamenti alle équipes di catechisti’. Abbiamo capito che Kiko si fa chiesa nella Chiesa, criticandola. Egli irride la storia della Chiesa; addita con disprezzo i ‘cattolici’; deride la ‘transustanziazione’ e nega la reale presenza di Gesù nell’Eucarestia. Crediamo certo che Dio scriva dritto anche attraverso le righe storte (e lo farà anche nel caso di Kiko) ma non possiamo non pensare alla "massima impostura religiosa" di cui parla il C.C.C. al n. 675.

Un figlio di NC, compagno di nostro figlio, richiesto dall’insegnante chi fosse il capo della Chiesa, rispose: "Kiko". Da semplici fedeli ci chiediamo:

  • Per quale ragione Kiko sta strumentalizzando la Chiesa e i suoi ministri?

  • Com’è possibile che sacerdoti, ministri della Parola, siano fuorviati a tal punto da accettare dottrine nuove e false, trascurando con tanta ingenuità quanto, in duemila anni, i Padri e i Dottori della Chiesa hanno insegnato sulle Scritture?

  • Come mai non inorridiscono di fronte alle catechesi di Kiko?

  • Come dobbiamo comportarci quando veniamo messi di fronte a realtà così dolorose come la divisione in parrocchia, o veniamo etichettati come ‘infedeli’, ‘cristiani di seri B’ o ‘Giuda’, solo perché non ci conformiamo alle ideologie rivoluzionarie di Kiko Argüello?

  • Come rispondere ai fratelli NC che si vantano di possedere, loro soli, la Verità rivelata e ostentano la loro certezza d’essere salvati perché il loro nome è scritto nel fantomatico ‘Libro della Vita’, salvo poi ad essere ricattati, qualora volessero abbandonare il Cammino, con la minaccia di vedere il loro nome cancellato e con esso anche la loro salvezza?

Siamo preoccupati per tanti fratelli battezzati che si allontanano sempre più numerosi dalla Chiesa, rifiutando l’ostentata sicurezza dei NC ad essere gli unici meritevoli del Paradiso. Alcuni diventano Testimoni di Geova. I loro capi additano con disprezzo le divisioni che vedono nelle parrocchie in mano ai NC. Si moltiplicano così le critiche, le persecuzioni e le derisioni alla Chiesa, identificata con la Babilonia dell’Apocalisse. Abbiamo seguito direttamente il caso di una signora che, essendo stata alle ‘Catechesi per Adulti’ proposte dai Kikiani nella nostra parrocchia, ed avendo constatato il comportamenti poco cristiani di NC nei suoi confronti, è passata alla loro religione. Quante volte ci vengono in mente le parole di Pietro: "Verranno tra voi falsi maestri. Essi cercheranno di diffondere eresie disastrose… Molti li ascolteranno… Per colpa loro la fede cristiana sarà disprezzata. Per il desiderio di ricchezza, vi imbroglieranno con ragionamenti sbagliati" (2Pt 2,1-3); e di S. Giovanni: "Fate attenzione a voi stessi perché non abbiate a perdere quello che avete conseguito, ma possiate ricevere una ricompensa piena. Chi va oltre e non si attiene alla dottrina del Cristo, non possiede Dio" (2Gv 8-9).

Noi continuiamo a pregare per lei, ma anche per gli adepti kikiani, perché il Signore li liberi dal plagio subito che li ha portati fuori dalla Verità e dalla Tradizione e li faccia tornare a partecipare, unitamente agli altri cattolici, al Santo Sacrificio di Cristo, rinnovato ad ogni Santa Messa.

Ecc.za, ci aiuti a restare saldi nella fede e fedeli e obbedienti a Cristo attraverso il Suo Magistero episcopale. La Sua ‘Nota’ ci è parsa contraria a quanto scrive S. Francesco di Sales nella Filotea, III, 29: "I nemici di Dio e della Chiesa devono essere attaccati e condannati con tutta la forza possibile… La carità ci obbliga a gridare al lupo, quando il lupo si infiltra nel gregge, in qualunque luogo lo si incontra". E ancora: "L’ignoranza nei sacerdoti è da temersi di più che il peccato perché per essa, non solo si perde la propria anima, ma si disonora e si avvilisce il sacerdozio". Siamo sicuri che il tacere di fronte ad errori dottrinali così palesemente in contrasto col C.C.C. (ma nascosti agli occhi dei non praticanti), sia la più grave mancanza di carità e significhi tradire Gesù, il suo Vangelo e la Tradizione millenaria della Chiesa. Abbiamo sempre seguito gli insegnamenti della Chiesa, dei Santi Padri e quelli suoi personali, quando ci ha incitato a crescere nella fede vera.

Riguardando le foto, in cui Lei abbraccia i nostri bambini, ci siamo chiesti: "E mai possibile?". Quella sua ‘Nota’ è stata davvero, in quel giorno santo, una ‘nota stonata’! Le chiediamo perdono se Le siamo apparsi irrispettosi ma, come cristiani chiamati in causa (che si sforzano d’essere fedeli a Cristo, nella Chiesa e per la Chiesa) abbiamo dovuto esternarLe questi nostri sentimenti.

Presto Le chiederemo udienza per risolvere un grave problema che è sorto in famiglia, perché nostro figlio dovrebbe farsi la Cresima, ma non sappiamo bene quale catechismo si insegni nella nostra parrocchia. Il ragazzo è tornato a casa diverse volte con dei test psicologici che scavavano nell’intimo e incitavano ad una risposta. Egli stesso s’è rifiutato di rispondere all’ultimo, dicendo: "Queste sono cose mie. Sono cose intime, private. Me la vedo io con i miei genitori e con Dio attraverso il mio confessore". Abbiamo sospeso la sua frequenza al catechismo perché non intendiamo sottoporre nostro figlio a sedute di psicoterapia di gruppo senza la nostra autorizzazione e tanto meno accettiamo che si facciano pressioni e subdole indagini su di lui, con sottili violenze psicologiche, invitandolo a confessarsi con loro, anziché col sacerdote. Giovani catechisti, poco più che ventenni, si arrogano il diritto di sostituirsi ai genitori per l’educazione e, al confessore, per i consigli spirituali. Per non creare problemi al nostro parroco, l’anno scorso abbiamo sorvolato sulla questione, ma ora sentiamo il bisogno di chiarire la cosa e vorremmo sentire la sua risposta in merito. Perché non si attengono ad alcun testo di catechismo ufficiale, ma si rifanno solamente a ciò che hanno assorbito e imparato dalle catechesi di Kiko e di Carmen, senza discutere o confrontare con altri, quanto hanno ricevuto a porte chiuse?

Ci scusi lo sfogo. L’abbracciamo come un padre e Le chiediamo di benedirci insieme ai nostri bambini. A&E

   "Pascimi, o Signore e pasci tu con me gli altri, perché il mio cuore non si pieghi né a destra né a sinistra, ma il tuo spirito buono mi indirizzi sulla retta via perché le mie azioni siano secondo la tua volontà e lo siano veramente fino all'ultimo.

    Tu, o nobilissima Assemblea della Chiesa che attendi aiuto da Dio... accogli da noi la dottrina della fede immune da errore... come ci fu trasmessa dai Padri" (S. Giovanni Damasceno).

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