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Le vicende presentate da questa ragazza mostrano all’evidenza le intenzioni e i piani segreti che i NC intendono realizzare attraverso i sacerdoti da loro formati. Inizialmente restìa a rendere pubblica questa lettera al suo Vescovo (per non danneggiare il parroco), dopo l’approvazione degli Statuti dei NC ha voluto che ne pubblicassi un sunto. (Le parole, in neretto, sono del parroco).
A Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Gervasio Gestori Ecc.za Rev.ma, La ringrazio per le due lettere inviatemi e perché ha tenuto nella dovuta considerazione quanto ho avuto modo di riferirLe. Ora Le segnalo ciò che è maturato in questi mesi.
Dall’ambone, con frequenza quasi quotidiana, il
nostro sacerdote ci ha detto: Un martellamento sistematico su questo concetto non rischia forse (specie in noi giovani) di legittimare il peccato, di indurre ad un atteggiamento di lassismo invece che spronarci al combattimento spirituale? La nostra dottrina ci insegna che nessuno è buono (perché la natura umana è ferita dal peccato originale) ma ci dice pure che tutti dobbiamo tendere alla bontà (attributo divino) perché Dio è buono e anche noi dobbiamo sforzarci di esserlo. Invece, Eccellenza, non sia mai che qualcuno in presenza del nostro parroco pronunci la parola "sforzarsi" perché lo mangerebbe vivo. Nelle prediche ci dice: " Il Cristianesimo non è sforzarsi d’essere buoni. Con Cristo non ci si deve sforzare, altrimenti la vita sarebbe tutta uno sforzo. Dio ti dona gratis la vita eterna. GRATIS! ‘Grazia’ vuol dire gratis"! "Magari vai alla Messa tutti i giorni, dici il Rosario, certamente sei una persona buona, ma non sei cristiano, perché non hai visto Dio". Ancora: "Andare sempre alla Messa, dire rosari, è religiosità naturale. Qualche teologo intelligente ha cominciato a parlare di ‘religiosità naturale’. Per fortuna! Perché i preti ci hanno ingannato; ci hanno tolto Dio!". Eccellenza, tutti i giorni dobbiamo sorbirci stupidaggini del genere, al punto che qualcuno già comincia a sentirsi in colpa perché ogni giorno partecipa all’Eucarestia e dice il Rosario (preghiera tanto amata dalla Vergine!). Mi chiedo se il nostro sacerdote abbia mai letto, in qualche testo cattolico che l’Eucarestia è fonte, centro, culmine della vita cristiana. Mi disse un giorno: "Laura, Dio non sono le pratiche religiose, le messe, i rosari... Vai a vedere Dio"! Gli dico: "Se vengo alla Messa tutti i giorni è perché ho fame dell’Eucarestia e bisogno del Pane quotidiano. Gesù ha detto: CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE RIMANE IN ME ED IO IN LUI. CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE HA LA VITA ETERNA". Lui mi risponde: "C’è anche scritto: NON MANGIARE IL PANE DELLA TUA CONDANNA"! Eccellenza, un pastore che, invece di avvicinare, allontana dai Sacramenti, è da Dio? Mi disse ancora: "I ragazzi del catechismo devi farli dialogare, devi farli parlare dei loro problemi". Gli rispondo: "Prima di tutto porto la Parola di Dio, poi vediamo quale dialogo ne può maturare". "No! La Parola di Dio sta dopo! Devi farli parlare dei loro problemi"! "E come faccio? Vado lì e gli dico: Parlatemi dei vostri problemi?". E lui: "Come fare lo devi capire tu"! Eccellenza, il catechismo non è un consultorio, né io sono una pedagoga, sono una catechista e trasmetto il catechismo come l’ho ricevuto. Del resto ho sempre invitato i ragazzi a parlare se avessero avuto bisogno di qualche consiglio, per qualsiasi dubbio o problema legato alla loro vita. Certo non posso forzarli e non ho nessun desiderio di farlo. Lui vorrebbe che io cavassi da loro chissà quali problematiche, così da trasformare l’ora di catechismo in un’ora di psicanalisi. E poi il catechista è prima di tutto un servo della Parola, proprio perché la fede nasce dalla predicazione. Allora il mio parroco mi invitò gentilmente ad emigrare in altre parrocchie. "Ci saranno 10/15 nuovi catechisti a settembre" ci preannunziò. Chi sono? I quattordicenni che quest’anno hanno fatto la loro testimonianza pubblica nel giorno della Cresima. Non tutti ma "I 12 che lo Spirito Santo (= il parroco) ha eletto perché fossero spettacolo agli angeli ed al mondo". "I catechismi che ci sono in giro (compresi quelli della C.E.I) sono scritti da gente che non ha visto Dio"! Non capii subito, in tutta la sua pienezza, quest’affermazione perché non conoscevo il Cammino NC, né conoscevo le catechesi di Kiko. Quando poi potei avere questi testi mi sono resa conto che sono la copia scritta delle omelie e dei discorsi del nostro parroco. "Qui dovete essere rieducati, qui non sanno cos’è il Cristianesimo. Qui vi hanno ingannati"! "Andate a vedere Dio "! Il parroco, giunto tra noi a settembre, già a ottobre aveva cominciato a disprezzare il nostro gruppo di impegnati, chiamandoci "cattolici", parola che nel suo intento significa: "bigotti", "religiosi naturali", "cristiani di facciata"… Per me il nome ‘cattolico’ esprime pienamente la mia identità cristiana: è il mio vanto e la mia gloria, la pienezza della Verità, il dono che il Signore m’ha fatto gratuitamente. Un cattolico ama, gusta, assapora profondamente il nome della sua identità. Come può un parroco disprezzare la Chiesa alla quale appartiene? Gli dissi un giorno: "KATHOLIKOS vuol dire ‘universale’ e l’essere cattolico comporta una fede ben precisa: fede nel Papa, nei 7 Sacramenti...". Mi interruppe dicendomi, con sottile dileggio: "Appunto, vedi? Sei cattolica!". Nelle omelie ci ripete continuamente: "I preti ci hanno ingannato!". "I preti ci hanno tolto Dio"! "I frati sono i peggiori"! Per delicatezza non Le riferisco le calunnie nei confronti del suo predecessore. "L’Azione Cattolica non serve a niente, c’è un’ingordigia di attività ma non c’è Cristo Risorto"! Cosa sarà mai questo Cristo Risorto? Mistero. Sulla Cresima Le rammento ciò che già sa: per i NC è importante compiere una pubblica testimonianza, perché: "E’ così che vedi Dio, altrimenti sono chiacchiere". Nella sua precedente parrocchia, nel giorno delle Cresime il nostro parroco ha indotto un ragazzo a confessare di fronte a tutta l’assemblea il suo rapporto conflittuale con la sessualità (uso del sesso per puro piacere). Negli incontri formativi per noi catechisti ci ha raccontato questa storia, con evidente compiacimento e specificando che nel sentire questa testimonianza "il vescovo si è rannicchiato sulla sedia". Anche nel nostro paese ha tentato di ripetere la stessa esperienza, ma non potendo trovare un ragazzo che a 14 anni avesse queste problematiche, si è accontentato di uno che guardava siti porno al computer, inducendolo a portare il computer in parrocchia, per poi testimoniare il tutto di fronte all’assemblea nel giorno della Cresima. Gli ha detto: "Per amore di Gesù Cristo sei disposto a portarmi il computer"? Questi gli ha risposto: "Si"! Allora il parroco gli ha detto: "Guarda che se mi dici sì solo per prendermi in giro, sai che ti succede? Che Dio ti spazza via"! Se questo non è plagio! Se a 14 anni qualcuno m’avesse detto: "Se non fai questo, Dio ti spazza via", io non avrei esitato un istante a fare quanto mi veniva chiesto, specie se a farmi la domanda fosse stato il mio sacerdote. Ma il nostro parroco ha una certezza incrollabile: "Così potranno dire di aver visto Dio"! Da quando è arrivato tra noi ha ricordato continuamente nelle sue omelie la testimonianza pubblica che questi ragazzi avrebbero dovuto fare (quasi fosse la cosa più importante del mondo) ripetendo con insistenza: "Questo è vedere Dio! Altrimenti sono chiacchiere! Altrimenti la Cresima non serve"! Un giorno durante la lezione di catechismo ho spiegato ai miei ragazzi di terza media (cresimandi nel 2003) in che consista il Sacramento della Cresima e li ho invitati a sentirsi liberi di fronte ad eventuali proposte "forti" fatte loro dal parroco. Come l’ha saputo, mi ha immediatamente esonerata. Eccellenza, come può un sacerdote identificare l’azione della Grazia con un gesto concreto, perché altrimenti questa non avrebbe alcun effetto? Sulla confessione così si esprime: "Amplieremo il Sacramento della Riconciliazione sulla scorta del capitolo terzo di Giovanni... Rifaremo tutto, cambieremo da così a così... Nel Cristianesimo primitivo quando si faceva il Battesimo si confessavano pubblicamente tutti i peccati...". "Devono farlo, altrimenti vanno a fare la cresima da un’altra parte"! "Adesso non lo vogliono fare, ma lo devono fare! Non è per vederli soffrire, ma perché abbiano una vera esperienza di Dio"! Sabato 22 giugno ci diceva: "Abbiamo chiesto a questi ragazzi se sono contenti di dare questo segno. Hanno risposto tutti sì. Abbiamo chiesto loro (io e i 2 catechisti che mi hanno aiutato) se lo hanno fatto perché gliel’ho chiesto io oppure per amore di Dio. La maggior parte ha dato questa seconda risposta. Vedete, lo Spirito Santo ha fatto un ottimo lavoro. Vedete, in soli 7 mesi ha fatto un ottimo lavoro". Eccellenza, sette mesi di plagio hanno prodotto un ottimo risultato! Con la costrizione, è arrivato ad estorcere consensi da ragazzi inebetiti e manovrati, ai quali ha negato una serena e sostanziosa preparazione al Sacramento della Cresima. "Chi appartiene a Dio ha il terrore che lo Spirito incute, com’è successo l’anno scorso a Patrignone nella professione di fede di quei ragazzi, perché quando passa Dio, passa il terrore. IL TERRORE!!!" "Io l’ho visto nella folla a Patrignone: c’era TERRORE!!!". Quale scempio della bellezza della Confermazione! "Cristo dice: ‘Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò di fronte al Padre mio. Chi mi rinnegherà, anch’io lo rinnegherò di fronte al Padre mio! Questa è la professione di fede! Questi sono i cristiani"! Quale profanazione della Parola di Dio! Anche il Vangelo del 23 giugno è stato usato per giustificare queste testimonianze pubbliche. Alle testimonianze egli attribuisce un potere taumaturgico sugli uditori. Dice spesso: "Se qualcuno ha qualche problema, venga a sentire queste testimonianze…". "Lo scorso anno a Patrignone quando quel ragazzo chiamò per nome e cognome il suo peccato è stata una cosa molto bella perché in chiesa c’erano due tre che adulteravano e io lo sapevo. E allora, un conto è che le cose gliele dica io, un conto che le senta da un ragazzo di fronte a tutta l’assemblea". "Il Vescovo vuole vedere queste cose perché queste cose nelle parrocchie non si vedono"! Ecc.za, il 29 giugno siete venuto ad amministrare le Sante Cresime nella nostra Parrocchia del Sacro Cuore, a Centobuchi, ma dovete sapere che mai celebrazione m’ha turbato maggiormente. In quell’occasione alcuni ragazzi sono stati sottoposti ad un’autentica tortura, ben documentata nei filmati della cerimonia. Tre di loro (sui 12 anni) hanno vissuto un vero e proprio strazio: L.G. è diventata balbuziente; P. S. e Z. M. sono scoppiati in pianto. A S. P. è stato imposto di rievocare il dolore per la recente morte del padre e di portare questo dolore in pubblico. G. L. ha dovuto rendere pubblica la malattia al cervello di suo fratello e la separazione dei genitori. M. Z., nel pianto ha dovuto raccontare il suo rapporto travagliato con la madre (catechista NC che, insieme al parroco, li aveva preparati alla Cresima). Tutte le testimonianze (12 su 12) sono state un ristagno sui propri peccati! Tutti hanno affermato che in questi sette mesi di preparazione alla Cresima hanno imparato ad amare, a perdonare, … Sono stati davvero taumaturgici questi sette mesi o queste testimonianze sono state a schema fisso (il peccato di prima e la miracolosa rinascita dopo)? Per alcuni un giorno di gioia è stato un giorno di pianto! Lei, dopo avere ascoltato i ragazzi, ha definito questa Cresima ‘strana’ ma ‘vera’. Quando l’assemblea ha applaudito l’ottimo lavoro del sacerdote, pure Lei ha espresso la Sua aprovazione per quella celebrazione! Davvero, Lei approva? Davvero la Conferenza Episcopale Marchigiana e la Congregazione per la disciplina dei sacramenti approverebbero? Nel recente Motu proprio ‘Misericordia Dei’ il Santo Padre ha disposto che in tutti i confessionali ci fossero le grate per chi dovendo confessare il suo peccato d’orgoglio, d’invidia, di lussuria…, potesse farlo con la massima riservatezza. Nell’omelia del giorno seguente, il parroco ha detto: "Ieri il primo grande schiaffo al demonio è stato dato… Avremo anche noi vocazioni, le avremo, le avremo. Penso anche tra i ragazzi di ieri… Penso che lì in mezzo, qualcuno Dio se lo è scelto… Avete sentito questi ragazzi… parlavano con una forza che non era umana, non veniva da loro". È questa la nuova evangelizzazione del terzo millennio, realizzata dal Cammino e dai suoi migliori esponenti? Eccellenza, mi auguro che i futuri cresimandi della mia parrocchia possano ricevere la Confermazione solo dopo una seria preparazione basata, però, sulla Parola di Dio e su una esegesi non pilotata. Spero, soprattutto, che possano vivere un giorno così bello in un clima di serenità interiore, perché lo Spirito possa scendere dolcemente nei loro giovani cuori. Ad un "incontro formativo" per catechisti, il sacerdote ci stava spiegando la perìcope giovannea sul cieco nato. La sua esegesi è stata piuttosto singolare: "Chi compie il male non lo fa perché è cattivo ma perché è cieco. È cieco! È stato ingannato, non ha visto amore, lo hanno ingannato, non perché è cattivo". Mi permisi di obiettare che è l’uomo a scegliere il male, liberamente e consapevolmente. Citai gli esempi incontestabili di Vanna Marchi e di Bin Laden. Chi potrebbe definirli ingannati? Secondo lui, però, io ero nel torto. Nelle omelie feriali ci ripete: "Con Cristo non c’è bisogno di sforzarsi, perché sennò la vita sarebbe tutta uno sforzo!". Subito l’idea m’affascinò, ma poi mi lasciò perplessa. C’è in lui un pericolosissimo indottrinamento, infarcito di protestantesimo, come la negazione del valore salvifico delle buone opere e la predestinazione. Le trascrivo alcuni pensieri espressi nelle omelie. Il 9 giugno ci ha detto: "Qui ci saranno presbiteri, non preti, perché i preti sono uno peggio dell’altro". Il 15 giugno: "Qui vedremo presbiteri non preti, perché questi qua... va beh, lasciamo perdere. Cosa hanno i presbiteri di diverso dai preti? Ve lo spiego subito: Sono più buoni? No. Sono più intelligenti? No. Quello che distingue i presbiteri dai preti è l’amore". Il 16 giugno: "Faremo presbiteri non preti". Il 23 giugno: "Dio ci aiuterà. Dio ha molti interessi in questo paese. Io lo sto già dicendo alle famiglie, perché non si spaventino quando vedranno i loro figli diventare presbiteri e partire per evangelizzare chi l’Africa, chi l’Asia, chi l’Australia...". Il 30 giugno: "Il Signore dei preti ne ha le scatole piene". Quante volte l’abbiamo sentito ripetere questo pensiero. Se martella così nelle omelie, quanto più non farà coi ragazzi al catechismo! Avvertiamo un grave senso di separazione tra sacerdoti NC e clero cattolico, quasi ci sia differenza tra: ‘Presbitero’ = Sacerdote NC e ‘Prete’ = Sacerdote cattolico. Arrivato da pochi giorni in paese, il nostro parroco poteva già avere la certezza che vi sarebbero state moltissime vocazioni. "Ho già visto, c’è un potenziale molto alto…". Nel corso di questi mesi ha imbevuto le mura della chiesa di questa profezia nella luminosa certezza che presto avremmo visto dei ragazzi diventare "non preti ma presbiteri". "Dio (=parroco) ha eletto quest’anno 12 ragazzi per dare la testimonianza il giorno della cresima. Tra i ragazzi della cresima Dio (=parroco) ne sta già scegliendo alcuni per farne dei presbiteri". Il nostro parroco usa spesso i termini ‘eligo’, ‘elègi’, ‘electum’, ‘eligere’. Anche chi fra noi non conosce il latino sta imparando questo verbo. "Il Signore elegge chi vuole, e non elegge il più buono, non elegge quello bravo, non elegge il più intelligente, elegge i pezzenti". Sabato 22 giugno ha detto: "Pochi sono gli eletti per il Paradiso, pochi! Ci sono gli eletti per l’Inferno e ci sono gli eletti per essere cristiani". Eccellenza, il nostro parroco sta prendendo di mira questi ragazzi, facili da indottrinare e plasmare nello spirito e nell’intelletto, per condurne alcuni al presbiterato. Quest’ansia di suscitare vocazioni, questa certezza che ci saranno vocazioni (e tante) non ha bisogno di alcun commento: le vocazioni le fa Dio, non l’uomo e quando l’uomo prende il posto di Dio non si generano sacerdoti ma pseudo-ministri oppressi da pesi che le loro spalle non potranno portare. In tutto il mese di giugno non c’è stata una sola volta che abbia spiegato la Parola di Dio. Ogni discorso era riferito alle future vocazioni che ci sarebbero state a Centobuchi, o alla testimonianza pubblica dei ragazzi della Cresima. Allora, Eccellenza, Le rivolgo un’accorata preghiera: faccia sì che nessuno dei giovani del mio paese cada vittima di queste smodate ansie vocazionali, perché possa essere, davvero, Dio a chiamare operai per la sua vigna. La Chiesa sta prendendo una grande cantonata: col moltiplicarsi dei seminari ‘Redemptoris Mater’ si moltiplicano anche i "presbiteri che han visto Dio"! E "La loro parola si propagherà come una cancrena" (2Tm 3,17). Il Padre Buono sradichi ogni pianta da Lui non piantata (Mt15,13). Nel giorno delle Prime Comunioni i bambini scelti per dare la loro pubblica testimonianza di fronte alla scultura di Gesù Crocifisso, hanno dovuto dire quale era la storia che gli era piaciuta di più tra una serie di storie dell’AT che il sacerdote aveva dato loro da leggere. La maggior parte ha risposto: Quella di Esaù e Giacobbe. E’ la storia della primogenitura ceduta dal fratello più grande al più piccolo ma, nel pensiero di Kiko, Esaù e Giacobbe sono rispettivamente il non appartenente al Cammino e l’appartenente al Cammino. Così il nostro parroco comincia a spianare la via anche nelle menti dei fanciulli. Lui dice che la parrocchia deve essere rievangelizzata daccapo, ma come potrà evangelizzare il suo gregge gettandosi alle spalle la Parola di Dio, cioè Cristo? Eccellenza, il nostro parroco ha intenzione di demolire la chiesa, la nostra bella chiesa lungo la Salaria, per erigere al suo posto un nuovo tempio NC sull’esempio della chiesa di S. Bartolo in Tuto, a Scandicci (FI), con i banchi "non disposti a battaglione ma a sala" ed altri elementi architettonici e d’arredo propriamente NC. É davvero necessario demolire la nostra bellissima chiesa che da sempre è stata l’anima del paese? Vorrei che la nostra chiesa fosse salvata: il mio paese è nato con questa chiesa riprodotta in tante cartoline. In questa chiesa siamo stati battezzati; abbiamo fatto la Prima Comunione e la Cresima. Questa chiesa è intimamente legata alla storia e alla tradizione del nostro paese. Eccellenza, ci salvi da questa smania distruttiva (materiale e spirituale) che il nostro parroco sta mostrando nei confronti di tutto ciò che c’era qui prima del suo arrivo. Salvi almeno il titolo della parrocchia intitolata al Sacro Cuore che quest’anno non è stato ricordato nemmeno nel giorno della Sua Festa. I NC irridono il Sacro Cuore e tutto il patrimonio della "religiosità naturale" (come essi dicono). Eccelenza, il 29 giugno u.s., il Vaticano ha ufficialmente riconosciuto il Cammino NC. Lo Statuto, oltre ad illustrare la realtà di questa esperienza, mette anche dei ‘paletti’ dichiarando con forza la responsabilità del vescovo che può o meno "autorizzare l’attuazione del Cammino nella sua diocesi" (art.26,1°) e che è tenuto a vigilare affinché l’attuazione del Cammino si svolga in conformità ai criteri di ortodossia e dell’orto prassi cattolica (art.26,2°). Il Vescovo, inoltre, ne è il primo catechista, come pure il parroco nella sua parrocchia. Soprattutto il parroco è tenuto a vigilare: "Il parroco ed i presbiteri a nome del vescovo diocesano, vigilano che l’attuazione del Cammino si svolga in conformità a quanto stabilito negli artt. 1 e 2 nel rispetto della dottrina e della disciplina della chiesa" (art. 27,2°). Io mi chiedo: dove in una parrocchia è lo stesso parroco ad essere NC, CHI VIGILERÀ PER NOI? I laici presenti? Chi denuncia le storture viene tacitato, osteggiato e costretto a vivere in un clima di veti e di terrore. Chi vigilerà per noi? Il Vescovo? Eccellenza, il mio augurio è che sia Lei a vigilare, ma bisogna che sia presente, veda, ascolti, sostenga… e difenda quanti operano per la Verità. Per 3 volte gli Statuti fan riferimento al rispetto per la libertà delle coscienze: Art.15: "Momento particolare di tale educazione è la giornata mensile di convivenza… In essa… si manifestano le eventuali difficoltà, nel rispetto della libertà delle coscienze delle persone…". Art.19: "Gli scrutini aiutano i neocatecumeni nel loro cammino di conversione, nel rispetto della coscienza e del foro interno, secondo le normative canoniche, l’OICA e il Direttorio Catechetico del Cammino NC". Art.28: "Durante gli scrutini di passaggio da loro guidati [i catechisti] devono mantenere il massimo rispetto per gli aspetti morali della vita intima dei neocatecumeni che rientrano nel foro interno della persona". Il nostro parroco ha già dimostrato una particolare tendenza a scavare nell’intimità dei ragazzi, alla ricerca di particolari forti e scabrosi . Mi auguro di cuore che d’ora innanzi abbia questo rispetto (auspicato dagli Statuti) per poter accompagnare gli adolescenti nella loro crescita spirituale, con delicatezza e senza costrizione alcuna. San Paolo ci dice: "Il presbitero sia attaccato alla dottrina sicura, secondo l’insegnamento trasmesso, perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare coloro che contraddicono" (Tt 1,9). Ma se è proprio il pastore a diffondere dottrine insane, chi lo confuterà? Eccellenza, Le ho riferito quanto è accaduto in parrocchia dal 9 settembre 2001 ad oggi. Io sono stata invitata dal mio parroco diverse volte ad emigrare altrove, ma questa è la mia "casa vicina" (paroikia) nel bene e nel male. Altrove sarei in esilio. Lei sa che io ho subìto un’ingiustizia. Nella Sua lettera mi invitava a riprendere il mio servizio di catechista e a continuare la collaborazione. In verità non desidero altro, ma temo che se non ci mette mano Lei, ciò sarà impossibile. Come Le ho scritto nella precedente lettera, io desidero fermamente riprendere il catechismo in parrocchia e sono disposta a qualsiasi confronto per rispondere di quanto ho detto e fatto. Mi faccia giustizia, nella carità, e a gloria di Dio! Invio copia di questa lettera alle Congregazioni Vaticane competenti perché sento l’obbligo di consegnare alla Madre Chiesa la mia testimonianza. E’ necessario che oltre alle luci ad alle pseudo gioie del Cammino NC, siano conosciute anche le ombre ed i pericoli. Laura Costantini Parrocchia Sacro Cuore di Centobuchi (AP) (La testimonianza sembra riferisci ad un caso patologico. Vi assicuro che è uno dei tanti esempi! Per tutti ricordo il caso di quel parroco romano, di cui hanno parlato i giornali, che doveva essere rimosso e sospeso ‘a divinis’ per la rivelazione del segreto di confessione. Era talmente sicuro della protezione del Cardinale che diceva a tutti come dalla Parrocchia di San Pio X° non se ne sarebbe andato se non di sua volontà e con la croce pettorale. Per ora non è stato fatto Vescovo, ma ha ricevuto tanti elogi e la ‘promozione’ ad altra parrocchia). |