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RAGAZZO VENTITREENNE

Salve Padre, sono un ragazzo di 23 anni e non ho mai fatto parte del CNC ma ho avuto modo di poter vivere in stretto contatto con molti ‘figli d’Israele’.

Ho molta confusione in proposito. Sapevo fin dall’inizio che questo mio tentativo di ‘istruirmi’ su una realtà che (nonostante qualche perplessità) in qualche modo mi affascinava, avrebbe potuto portarmi a rivedere qualcuna delle idee che m’ero fatto del CN, ma l’impatto è stato al di là delle mie peggiori aspettative. Dalla sua approfondita analisi del ‘fenomeno’ si può rimanere terrorizzati. Dopo le prime letture dei testi di questo sito sono rimasto a dir poco shoccato al pensiero di aver corso il rischio di essere ‘intrappolato nelle rete invisibile che potrebbe sembrare Kiko stia tendendo. La cosa che più mi rattrista per i miei amici NC è che, leggendo, mi sono reso conto quanto l’esperienza che ho vissuto, non solo, non smentisca le critiche e le accuse che si alzano da più parti nei confronti di Kiko (come speravo vivamente), ma al contrario le alimenti. Via via che leggevo ho trovato molte risposte a tanti piccoli dubbi che mi erano sorti in proposito e che, incapace di trovarvi soluzioni, avevo accantonato.

Faccio qualche esempio: tra i NC che conosco aleggia un’insofferenza verso le persone che mostrano di non approvare il CN. L’ho sempre giustificata, purché fosse contenuta e finché rivolta solo nei confronti di persone laiche. Purtroppo sono stato più volte testimone di esternazioni non certo elogiative nei riguardi di Movimenti (in particolare AC), di sacerdoti e perfino di un Cardinale. La maggior parte delle volte l’accusa non era esplicita, tutto era molto velato e implicito, ma l’impressione che ho avuto era che si tentasse di screditare determinati personaggi che, guarda caso, non erano da annoverare tra le amicizie strette di Kiko.

Ho avuto modo di conoscere numerosi catechisti e in alcuni ho riconosciuto perfettamente le immagini di "inquisitori" o di "terroristi psicologici" più volte proposti da varie testimonianze. Sono rimasto perplesso dai toni con i quali si rivolgevano ai ragazzi del Cammino. Molto ricorrente era il richiamo all’UBBIDIENZA (al catechista). Una volta, durante una catechesi di massa, Kiko tuonò: "SI UBBIDISCE PER AMORE!". Si ubbidisce a chi? E per amore di chi? Questo non lo si esplicita mai. Kiko e Carmen sono due bravissimi showman: sanno catturare l’attenzione, sanno divertire e sanno come parlare ai ‘loro’ ragazzi.

Nel recente pellegrinaggio in Canada per la GMG di Toronto sono stato disgustato da alcuni discorsi che sono stati ‘buttati là’ senza approfondimenti o riferimenti troppo precisi. Quando parlano di Kiko (e di ciò che lui fa) sembra che non stiano parlando di un uomo normale, quasi appartenesse ad una categoria speciale di uomini: "coloro che sono capaci di discernere". Si è arrivati a sostenere che Francesco Argüello sia uno dei profeti del nuovo millennio! Sono pronto a scommettere qualsiasi cifra che mai, per nessuna ragione, disobbedirebbero ad un ordine di Kiko. Se l’ordine venisse dal Santo Padre, scommetterei molto meno, soprattutto se l’indicazione papale fosse in conflitto con quella kikiana.

Un’altra cosa che mi sento di confermare è il fatto che tendano a distruggere psicologicamente le persone, mortificandole e umiliandole. Momento importante in cui si attua questa distruzione è quello delle ‘esperienze’. Descrivo brevemente quanto è avvenuto in pullman durante gli spostamenti di città in città. Durante la preghiera delle Lodi o dei Vespri, tirati a sorte, i ragazzi hanno preso la parola e, partendo dall’esperienza del pellegrinaggio sono arrivati a raccontare episodi della loro vita privata: difficoltà e peccati (anche gravi) in cui erano incorsi. Ovviamente nessuno è stato obbligato a fare niente contro la sua volontà. Ma se si trattava di volontariato, che bisogno c’era di sorteggiare e di chiamare i ragazzi? E come mai se pareva che qualcuno non dicesse tutto quello che avrebbe dovuto dire, il ‘responsabile’ di turno insisteva dicendo all’‘imputato’ che se continuava a nascondersi sarebbe stato inutile? Su una quarantina di ragazzi che ho ascoltato non ho sentito nemmeno una voce ‘felice’. Le esperienze vertevano tutte su afflizioni, problemi, peccati, frustrazioni e cose simili. Possibile che il pellegrinaggio non ispirasse altro? In quei giorni io mi sentivo estremamente bene, in pace con me stesso e con Dio; non avevo mai pregato tanto intensamente come in quei giorni e mi sentivo euforico, felice. Fossi stato chiamato a parlare, ci sarei andato per testimoniare la mia felicità.

Vorrei chiederle un chiarimento su una questione. E’ successo che dopo una ‘testimonianza’ particolarmente significativa nella quale erano stati esposti peccati piuttosto gravi, un catechista responsabile del pullman ha preso la parola e ha intimato, a tutti noi che avevamo ascoltato, d’essere "una tomba" perché nulla di quello che era stato detto, per nessuna ragione doveva uscire dalla nostra bocca. Il sacerdote che ci accompagnava (NC anche lui) ha aggiunto che sarebbe stato peccato grave e che se qualcuno avesse parlato si sarebbe dovuto confessare. Io mi chiedo come sia possibile che una dichiarazione pubblica volontaria (anche se di fatti strettamente personali) possa esporre me, ascoltatore involontario, al peccato? E’ lecita questa ingiunzione o è un’altra delle tante trovate dei NC.

Le auguro buona fortuna e che il suo impegno e la sua perseveranza contri-buiscano, quanto più possibile, alla scoperta della verità. Un saluto. Int-Mail

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